Continua l’accelerazione dell’inflazione in Italia: l’Istat conferma l’ennesimo record italiano raggiunto nel mese di ottobre

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,7% su base mensile e del 3,0% su base annua, contro il 2,9% stimato alcune settimane prima.

Indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (base 2015=100) – dati mensiliinflazioneFonte: elaborazione propria su dati Istat

Da sapere
Il NIC è lo strumento elaborato dall’Istat che misura l’inflazione in Italia con riferimento all’intera popolazione presente sul territorio nazionale e all’insieme di tutti i beni e servizi acquistati dalle famiglie aventi un effettivo prezzo di mercato.
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Nella nota diffusa il 16 novembre l’Istat sottolinea come, dopo una breve battuta d’arresto tra maggio e giugno, l’inflazione a ottobre è aumentata per il quarto mese consecutivo, portandosi così da una variazione negativa registrata a dicembre 2020 a una crescita di un’ampiezza che non si registrava da settembre 2012 (quando fu pari a +3,2%).

 

Raggiunge invece il 3,2% l’indice IPCA

Indice dei prezzi al consumo NIC, IPCA E FOI – Ottobre 2021, indici e variazioni percentuali congiunturali e tendenziali (base 2015=100)istat indiciFonte: Istat

Per comparare il dato italiano con il resto dell’Unione europa si deve utilizzare l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) dove a ottobre ha registrato, invece, un aumento dello 0,9% su base mensile e del 3,2% su base annua (da +2,9% di settembre).

Rappresentazione geografica europea dell’indice armonizzato IPCA – dati mensiliEurostat MAPPALegenda

 

 

 

 

Fonte: Eurostat

 

 

 

 

 

I beni energetici continuano a essere i veri protagonisti

Se confrontiamo gli indici dei prezzi al consumo NIC suddivisi per tipologia di prodotto i prezzi dei beni energetici sono passati dal 20,2% di settembre a 24,9%. Sono considerati beni energetici tutti i tipi di gas, i carburanti e l’energia elettrica e si scompongono in regolamentati (tariffe per l’energia elettrica, il gas per usi domestici, il gas da riscaldamento) e non regolamentati (i carburanti per gli autoveicoli e il gas in bombole). Entrambe le voci nel mese di ottobre sono aumentate, per la componente regolamentata da +34,3% a +42,3% e per quella non regolamentata da +13,3% a +15,0%.

Variazioni percentuali dei beni energetici – dati mensili in percentualienergia2Fonte: elaborazione propria su dati Istat

Come specificato nel comunicato stampa di novembre dell’Istat, rispetto al mese di settembre rimane stabile a +1,0% la crescita dei valori tendenziali dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,0% a +2,4%) e dei Beni alimentari a causa dei prezzi degli Alimentari lavorati, mentre i prezzi degli Alimentari non lavorati rallentano.

Da sapere
Si considerano Beni alimentari lavorati tutti quei prodotti usciti da un processo di trasformazione industriale, mentre i “non lavorati” comprendono tutto ciò che è fresco.

L’inflazione di fondo, calcolata escludendo i beni energetici e alimentari non lavorati, sale da 1,0% a 1,2%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +1,1%.
Anche l’aumento congiunturale dell’indice generale è imputabile prevalentemente alla crescita dei prezzi dei beni energetici, in particolare a quelli regolamentati (+17,0%). Con l’arrivo dell’autunno e quindi tendenzialmente il verificarsi di una diminuzione degli spostamenti per ferie o vacanze, i prezzi dei servizi relativi ai trasporti scendono dello 0,7%.
Accelerano rispetto al mese di settembre, ma in misura minore, anche i valori tendenziali dei prezzi dei Beni alimentari lavorati.

Indice dei prezzi al consumo NIC per tipologia di prodotto – Ottobre 2021, pesi e variazioni congiunturali e tendenziali percentuali (base 2015=100)TabellaFonte: Istat

 

Non è molto ampio il divario tra le zone italiane, tutte in crescita rispetto a settembre 2021

Solo il Centro (da +2,4% a +2,7%) e il Nord-Ovest (da +2,4% a +2,8%) si posizionano al di sotto della media italiana (+3%). Le Isole (da +2,9% di a +3,4%), il Nord-Est (da +2,7% a +3,3%) e il Sud (da +2,5% a +3,1%) spingono sull’acceleratore rispetto al mese di settembre.

Suddivisione in zone dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (base 2015=100) – Ottobre 2021Immagine3Fonte: elaborazione propria su dati Istat

 

Trentino Alto Adige, Sicilia e Friuli Venezia Giulia sul podio

La Campania è, invece, in linea con la media nazionale del +3%.

Suddivisione per regione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (base 2015=100) – Ottobre 2021Immagine4Fonte: elaborazione propria su dati Istat

 

L’impennata delle bollette e del carrello della spesa inizia a pesare sulle tasche delle famiglie italiane (e non solo)

Le prime conseguenze di questa inflazione si possono già osservare nelle bollette di gas e luce, nel costo del carburante e dei trasporti pubblici. Tra gli esperti c’è chi sostiene che la fiammata inflattiva sia transitoria, ma l’aumento continuo della componente legata all’energia non fa ben sperare, soprattutto parlando di transizione energetica e quindi di conversione sostenibile dell’intero mercato. Da qui il termine “inflazione verde” (greenflation).

Oltre all’energia e all’aumento della domanda, c’è da tenere in considerazione anche il rincaro delle materie prime che i produttori scaricano maggiorando i prezzi al consumo. Questo si traduce in maggiori aspettative di inflazione e quindi alla “corsa all’acquisto” che va ad alimentare sempre di più l’inflazione stessa.

Dopo l’arresto della produzione causato dalla pandemia, l’aumento dei prezzi è dato anche da un eccesso di domanda aggregata unito a un difetto di offerta. Oltre a ciò, le strozzature alle catene di forniture stanno mettendo a dura prova la produzione e causano un’impennata dei budget in quanto al costo di base si deve aggiungere quello dei ritardi (e dell’imprevedibilità del mercato).

Non resta che aspettare i prossimi dati dell’Istat del mese di novembre per vedere se questa inflazione continuerà a correre o se invece darà dei segni di rallentamento.

 

di Sara Cattani